Persa
Eri lì, tra gli aromi e i colori di un mondo sconosciuto, girovagando nella caotica violenza sensoriale di un bazar o raccolta nella percezione della rara stabilità di una cupola ottomana.
Eri lì, tra colori pastello e toni acuti, rapita da due profondi occhi neri celati da un velo di fanatismo e crudeltà o ladra, a rubare volti che non incontrerai più.
Eri lì, bevendo un tè dalla ricetta antica o scrutando curiosa un vecchio venditore.
Eri lì, tra le gonne gonfie dei dervisci e il fascino di mura diroccate ad ammirare dove il Bosforo si apre e riempie l’orizzonte.
Eri lì, sdraiata tra pareti e colonne centenarie forgiate dal calore o nascosta da una nuvola di fumo dall’aroma speziato.
Eri lì, e io ti stavo accanto.
Forse è un miraggio o solo un brutto incubo.
Ma non ci sono qui minareti a indicarti se la strada sia giusta.
Ti sei persa.
