In morte della mia penna
Questa penna si è infranta. Spezzata, schiantata, squassata, sfondata, sfasciata, stroncata e infine spuntata.
A dirla tutta avrei potuto salvarla ma la tragica dipartita di una penna è fatto assai raro e inusuale. Lo considero un onore averla vista rendere l’anima a Dio. Sì, è maiuscolo, il Dio delle penne, l’unico che non esige preghiera.
Avvizzita.
Ecco com’era l’ultima volta che l’ho incontrata. Eh già, a volte la mia penna si comportava come il naso del povero Kovalev. Mi abbandonava e se ne andava a spasso.
Ma or che stai morendo, che troppo a lungo ti ho lasciato seccare senza nutrirti di pallida carta, non riesco a fermare le lacrime.
Oggi è appassita una penna e si è spenta un’idea.
Mi mancherai cara amica.
